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Mobilità e mezzi ausiliari

Vivere senza barriere

Vivere senza barriere: il Centro per costruire senza barriere (CCB) elabora soluzioni individuali

L'ente privato con sede a Muhen, riconosciuto dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, impiega attualmente dieci specialisti competenti ed è attivo in tutta la Svizzera.

Il CCB ha esperienza nella consulenza, pianificazione e realizzazione di oltre 2400 progetti di conversione e costruzione.

 Il CCB offre inter alia i seguenti servizi:

  • Consulenze edilizie individuali
  • Colloqui con persone invalide, proprietari, committenti, pazienti
  • Creazione di protocolli dettagliati e schizzi adattati alle esigenze individuali
  • Vaglio di modelli e/o progetti
  • Preventivi o determinazione dei costi di costruzioni sulla base di offerte
  • Progettazione di ristrutturazioni e nuove costruzioni a tutti i livelli
  • Gestione edilizia (assistenza e vigilanza)
  • Relazioni pubbliche
  • Collaborazione con le autorità e gli uffici dell'assicurazione per l'invalidità (AI)
  • Perizie e rapporti tecnici sulla costruzione senza barriere

La squadra di CCB lavora in media a 250 progetti edilizi all'anno, in stretta collaborazione con i 4 centri svizzeri per paraplegici, i Centri di competenza sui mezzi ausiliari (FSCMA) e con gli uffici cantonali dell'AI.

Il CCB conta inoltre su una buona collaborazione con architetti locali, che spesso si incaricano della direzione locale dei lavori per progetti edilizi di grandi dimensioni. Sussiste inoltre uno scambio produttivo di esperienze con la "Rete per la costruzione adatta agli andicappati". La rete è composta da rappresentanti del Centro svizzero per la costruzione adatta agli andicappati, Procap Bauen e Pro Infirmis.

Intervista con il Direttore del Centro Felix Schärer

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Felix Schärer è il direttore del Centro per costruire senza barriere (CCB) dell'Associazione svizzera per paraplegici. Ha studiato architettura presso la Scuola universitaria professionale di tecnologia a Brugg/Windisch e lavora presso il CCB dal 1999. Dal luglio 2005 è a capo dell'ente per costruire senza barriere a Muhen/Argovia.

Signor Schärer, la situazione riguardante la costruzione senza barriere ha conosciuto enormi cambiamenti negli ultimi 30 anni. Come giudica questa evoluzione?

Oggigiorno dovrebbe essere scontato in Svizzera che edifici di nuova costruzione debbano essere privi di barriere. Oltretutto è in vigore da più di dieci anni la "Legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili" (LDis).

Due importanti evoluzioni sociali contribuiscono a far sì che anche gli edifici esistenti vengano ora adeguati più incisivamente ai requisiti di rimozione delle barriere. Questo è imputabile da una parte all'evoluzione demografica orientata verso un invecchiamento della popolazione. In secondo luogo, mi si permetta di citare il concetto di  "inclusione", volto a permettere a tutte le persone di fruire di un'equa partecipazione in tutti gli ambiti della vita.

Quali sono le misure edilizie più importanti per rendere gli edifici accessibili in carrozzina?

La rimozione di gradini in prossimità dell'accesso all'edificio è di fondamentale importanza. Al loro posto devono essere installati rampe e ascensori. È altrettanto  importante la rimozione di barriere orizzontali, al fine di garantire una sufficiente ampiezza di passaggio e l'utilizzo delle porte. Per i disabili è altresì essenziale un sufficiente margine di movimento all'interno dell'abitazione così come l'assetto adeguato dei locali sanitari ed eventualmente della cucina.

In che maniera determinate le esigenze individuali del committente e quali aspetti sono particolarmente importanti durante il processo di costruzione?

L'accertamento in loco dell'abitazione costituisce in principio il primo passo per la rimozione di barriere edilizie per persone paraplegiche. In questa fase sono determinate in dettaglio le esigenze personali, si rilevano i materiali edilizi preesistenti e si discute già delle prime proposte di ristrutturazione. In linea generale questi colloqui si tengono insieme al diretto interessato. Coinvolgiamo nelle consultazioni anche i familiari ed eventualmente i rappresentanti condominiali, ergoterapisti ed esperti in campo architettonico e della consulenza sui mezzi ausiliari. Possiamo così essere vicini alle persone direttamente interessate e capire con precisione le loro esigenze.

Prendiamo un esempio pratico: un uomo è rimasto coinvolto in un incidente in moto ed è diventato tetraplegico. L'abitazione attuale è in affitto al secondo piano di uno stabile nuovo. Come può pervenire quest'uomo a un'abitazione accessibile e priva di barriere? Quali sarebbero i passi da intraprendere in questo processo?

In primo luogo procediamo a un accertamento dell'abitazione. Nel caso ideale in cui sia tecnicamente possibile una soluzione permanente, è obbligatorio ottenere  l'approvazione dell'amministrazione immobiliare o del proprietario per la ristrutturazione di un'abitazione in affitto. Nella fase successiva si determinano i costi degli adeguamenti strutturali tramite preventivi aziendali.

La ristrutturazione dell'abitazione non può essere sostenuta senza gli opportuni mezzi finanziari. Spesso le cliniche di riabilitazione richiedono accertamenti sul finanziamento tramite i propri uffici di consulenza sociale. Qualora il finanziamento riceva il beneplacito, torna in gioco il perito edilizio, che pianifica e dirige il progetto edilizio. Il CCB pianifica tutte le conversioni edilizie molto scrupolosamente e si appella a tutti gli esperti del settore. La durata media di un intervento di ristrutturazione va dai 3 ai 5 mesi.

Da cosa dipende la decisione di ristrutturare l'abitazione per rimuovere le barriere architettoniche, di traslocare o di costruire un'abitazione ex-novo?

Ogni situazione abitativa è diversa, sia in termini di contesto sociale che delle singole esigenze. Le soluzioni proposte per una casa in affitto differiscono da quelle proposte per una casa di proprietà o monofamiliare. Lo stesso vale per i criteri sociali. Un uomo giovane e single con limitate capacità di deambulazione ha priorità diverse rispetto a una madre paraplegica con figli piccoli. Tecnicamente è possibile ristrutturare qualsiasi situazione abitazione. Tuttavia dobbiamo tenere in conto nel bilancio comprensivo le spese e le rendite e prendere eventualmente in considerazione la possibilità di un trasloco. È fondamentale trovare una soluzione su misura. Questo ci è possibile solo se si considerano tutti i fattori decisivi e si discute con la persona paraplegica, i suoi familiari, i medici, gli ergoterapisti e altri specialisti.

Chi prende a carico i costi di una ristrutturazione o di una costruzione ex novo? Dove può essere inoltrata una domanda di partecipazione ai costi?

Per le persone che hanno diritto a una rendita AI la partecipazione ai costi per conversioni semplici e praticabili è presa a carico dall'assicurazione per l'invalidità. Qualora l'assicurazione non approvi alcun sostegno finanziario o ne approvi solo una parte, il finanziamento dei costi edilizi viene messo al vaglio delle organizzazioni per disabili, di fondazioni oppure viene assunta con mezzi propri.

Dove vivono le persone paraplegiche qualora l'abitazione non sia ancora stata convertita o costruita al momento della dimissione dalla clinica di riabilitazione?

Anche questo dipende. Gli ergoterapisti offrono sostegno ai diretti interessati nella ricerca di un'idonea soluzione transitoria, che si tratti di una residenza o un monolocale nelle vicinanze della clinica di riabilitazione.

Signor Schärer, molte grazie per questa intervista!

Tags: Centro per costruire senza barriere, Edificio, Barriere, Accesso

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